DEBUTTO:
Teatro Comunale - Thiene (VI)
9 novembre 2019
Interpreti:
IL CAPITANO - Massimo Pupin
LAURA, SUA MOGLIE - Anna Strozzo
BERTHA, LA FIGLIA - Martina Forestan
DOTT. OSTERMARK - Simone Picelli
LA BALIA - Anna Pierotti
IL PASTORE - Giampiero Pozza
L'ATTENDENTE - Marco Rigon
Allestimento di Antonio Mosele, Massimo Pupin e Laura Centofante
Regia di Antonio Mosele
Il Padre
di August Strindberg
“Scritto con un’ascia, non con la penna”. August Strindberg definì così la sua opera “Il padre” (Fadren) composta in pochi mesi nel 1887 che della tragedia, nel senso più autentico del termine, rivendica tutti i paradigmi, mettendo a nudo i nodi irrisolti di un rapporto coniugale inaridito in regole che hanno reso moglie e marito estranei l’una all’altro, rivali, nemici.
Il Capitano, intransigente uomo di scienza, si trova in urto con la propria moglie per quanto riguarda l’educazione della figlia, a cui è molto affezionato. La moglie, tuttavia, lungi dal cedere su una questione che per lei è fondamentale, si pone in aperta sfida con il marito. Si tratta del grande teatro “interiore” strindberghiano.
L’ALLESTIMENTO
Grande classico di fine '900, “Il Padre” è la cronaca impietosa di uno spodestamento, di una detronizzazione psichica. Padre e Madre si contendono la potestà educativa sulla figlia adolescente. Per avere la meglio, la moglie Laura ordisce una congiura ai danni del marito, instillandogli il dubbio circa la propria paternità ed innescando così una spirale di distruzione, espressa dal repentino cadere della situazione in una dimensione infantile, in una prostrazione profonda, senza difesa.
Nella messa in scena si è voluto sottolineare il voler prevalere e manipolare ad ogni costo l'animo di un’altra persona fino ad utilizzare la ferocia per l’annichilimento dell’altro.
AUGUST STRINDBERG (1849 - 1912)
È stato un drammaturgo, scrittore e poeta svedese. Per la vastità e la rilevanza della produzione (che ricopre praticamente tutti i generi letterari ed è raccolta in circa cinquanta volumi, a cui se ne aggiungono ventidue di corrispondenze), il suo nome affianca il norvegese Henrik Ibsen all'apice della tradizione letteraria scandinava e raggiunge per riconoscimento unanime un seggio tra i massimi artisti letterati del mondo.
La vita di Strindberg fu tumultuosa, tessuta di esperienze complesse e scelte radicali e contraddittorie, a tratti rivolta contemporaneamente a molteplici discipline non direttamente attinenti alla figura ufficialmente letteraria dell'autore: scultura, pittura e fotografia, chimica, alchimia, teosofia. Sintomi di una rottura intima del proprio animo con la dimensione convenzionale del tempo e del vivere.
(fonte Wikipedia)

